Chi

SIAMO

Siamo Tiziana e Bruno, la nostra storia, un po’ come quella di nonna Bianca, ha come filo rosso l’amore.

L'origine di Eroma

e il Diario di NONNA BIANCA

E’ la primavera del 1995 io e Bruno ci conosciamo da un mese, stiamo andando a cena e siamo in auto, mentre percorriamo le strette strade delle colline moreniche, Bruno dice “ti faccio vedere una cosa”.

Arriviamo davanti a quello che un tempo era stato un cancello, lo attraversiamo, il luogo è abbandonato da anni, percorriamo la stradina che sale la collina e arriviamo alla casa.

Ci guardiamo, ci perdiamo nella vastità del luogo, non abbiamo bisogno di dire nulla, la forte energia che quel luogo emana ci parla.

Entro in casa, nella vecchia cucina c’è un vecchio baule, lo apro e all’interno un diario.

Corsi in cima alla collina stringendo l’ancora polveroso involucro al petto, quasi a farlo entrare, anche fisicamente, nel mio cuore.
Le stelle sono lì ad aspettare; quegli astri che sempre punteggiavano il pezzo di cielo che copre, come un’accogliente coperta, la vecchia cascina.

Leggendo la mia anima si tuffa nei ricordi e diventa l’unico capitano del vascello delle emozioni.

I fogli, avvolti in un fazzoletto color avorio ricamato e legato con un nastro di raso, racchiudono i ricordi di una esistenza semplice, segnata da duri sacrifici della vita contadina e da gioie genuine vissute sapendo leggere i segni del cuore e del cielo.

I ricordi di Nonna Bianca coprono lo spazio di alcuni anni, e sono ricchi di note che tracciano una mappa completa della vita contadina.

Accanto al calendario delle feste, la saggia donna riporta gli ingredienti di ricette culinarie e cure naturali, i tempi della semina e del raccolto di varie verdure, ma anche racconti ascoltati nei falò invernali e leggende locali legate ad accadimenti naturali e prodigiosi.

La lettura del Diario di Nonna Bianca, affidatomi dal destino, indica al mio cuore il percorso da seguire: la cascina sarebbe tornata a vivere.

Dopo qualche mese ci trasferiamo ed inizia l’avventura della nostra famiglia.

Decidiamo di aprire un agriturismo che chiameremo EROMA, Amore letto al contrario, perchè l’amore in qualsiasi modo lo si veda è sempre amore!

Incoscienza? Follia? No, Amore.

Iniziano i lavori, cominciamo dipingere di bianco tutte le pareti, per dare a quei muri la semplice pulizia di cui la Nonna era tanto fiera.

Organizziamo gli spazi interni ed esterni, cercando di trovare le soluzioni che fondono tradizione e modernità.

E così i piani sopra la cucina sono destinati ad accogliere gli ospiti, mentre le vecchie scuderie diventano il luogo dove degustare le pietanze cucinate secondo le ricette dei manoscritti.

Eroma nasce da un gesto di tenero amore che il Destino ci ha regalato facendoci ritrovare un universo di sensazioni perdute.

Dal giorno dell’inaugurazione, il 14 giugno 1995, ogni giorno questo amore si rinnova, con la semplicità e la certezza con cui ogni notte ci regala una nuova alba, ogni stagione dei nuovi frutti, ogni cuore un nuovo sorriso.

Questo amore riflette l’essenza di ognuno di noi che, specchiandosi nella nostra anima, si incontra in Eroma.

La Storia

di NONNA BIANCA

La lettura degli scritti di Bianca che abbiamo ritrovato nel baule ci ha permesso pian piano di ricostruire la sua storia e la sua vita

Tutto ha inizio nell’anno 1859 durante la Seconda guerra di Indipendenza.

Henry, un nobile generale dell’esercito francese, nel giugno del 1859 si trova a combattere nelle colline moreniche la sanguinosa battaglia di San Martino e Solferino.

Durante il combattimento viene ferito, è in condizioni gravissime e viene soccorso dai contadini della zona. Uno di loro lo ospita presso la sua fattoria e lo curerà salvandolo dalla morte.

In particolare si prende cura di lui la giovane bellissima figlia Marianna vegliandolo continuamente.

Dopo giorni passati tra la vita e la morte Henry riprende lentamente le forze.

Tra i due nasce un tenero grande amore. Inizialmente i genitori di Marianna sono restii a questa vicinanza, ma la purezza dell’amore dei due coinvolge tutta la famiglia.

Tanto che anche dopo essersi rimesso Henry continua a rimanere presso la famiglia di Marianna. Pian piano il generale conquista tutta la famiglia che si affeziona a questo ragazzo buono e socievole e che nonostante la sua origine nobile non disdegna il duro lavoro della campagna.

Trascorrono alcuni anni e l’amore dei due giovani si fa sempre più solido.

Nel 1961 Marianna da alla luce una bellissima bimba. Henry, pazzo di gioia , appena prende le braccia la bimba è abbagliato dall’incarnato della sua pelle bianca, bianca come il latte. E così che Bianca sarà’ il nome della bimba.

La nascita della bimba fa scattare il senso di responsabilità in Henry che decide di voler regolarizzare la sua unione con Marianna in modo da poter riconoscere la bambina e dar loro un futuro.

Con la benedizione della famiglia Marianna ed Henry si sposano nella chiesetta della Madonna della Scoperta e durante il loro matrimonio viene battezzata anche la piccola Bianca.

Dopo il matrimonio Henry decide di rientrare in patria per poter riprendere i contatti con la sua famiglia di origine e con i suoi beni in modo da poter offrire a Marianna e Bianca la vita dignitosa che vuole per le persone cha al mondo ama di più.

Henry parte per la Francia promettendo a Marianna di ricongiungersi il prima possibile.

Rientrato in Francia torna dalla sua famiglia che da tempo lo credeva disperso. Purtroppo durante il viaggio contrae la malaria. La famiglia cerca in tutti i modi di curarlo, ma i loro sforzi sono vani e Henry cederà alla morte.

Nonostante l’alta febbre riesce a raccontare all’adorabile sorella Stefany della sua vita degli ultimi anni, delle meravigliose campagne dei Colli Morenici e soprattutto del suo grande amore per Marianna e per sua figlia Bianca. Prima di spirare ottiene il giuramento della sorella di occuparsi di loro.

Dopo la morte del fratello Stefany si reca personalmente a portare la dolorosa notizia della morte di Henry a Marianna e alla sua famiglia. Non vuole assolutamente che la cruda notizia raggiunga la ragazza a mezzo di una fredda lettera.

Marianna, dal canto sui, non avendo avuto più notizie dirette dal suo amato teme già il peggio e, quando vede scendere dalla lussuosa carrozza l’elegante  dama francese, ne ha la conferma.

Marianna riconosce in questa donna la stessa indole dolce e umile di Henry, tanto che fra le due donne c’è subito una profonda intesa.

Nonostante l’immenso dolore per la perdita del marito riesce comunque ad andare avanti.

Stefany invita lei e Bianca in Francia, ma Marianna si rifiuta di seguirla; le fa capire che la sua vita è lì con la sua famiglia, nella sua terra.

Promette comunque a Stefany di tenerla aggiornata sulla crescita di Bianca e che quando la bimba sarà sufficientemente cresciuta potrà recarsi da loro per alcuni tempi per godere della presenza  e dell’amore della nipote.

Stefany forte della promessa fatta al fratello insiste nel partecipare nella formazione di Bianca.

Passano gli anni Marianna mantiene aggiornata Stefany sulla sua vita e quella della piccola.

Bianca cresce assieme alla mamma e ai nonni; è una bimba bellissima, sveglia, curiosa, ama la natura e gli animali..

Quando copie 8 anni, accompagnata da mamma Marianna, fa il suo primo viaggio in Francia dove fa  conoscenza della famiglia di suo padre creando con loro un profondo legame.

Dai 12 anni in poi Bianca passa la sua vita fra la Francia e Lonato.

Entrambe le sue famiglie di origine la ricoprono di amore e le daranno entrambe la migliore educazione che una ragazza potrebbe ricevere.

Bianca frequenta le migliori scuole francesi, è attorniata dai migliori precettori, viene indirizzata alle arti alla musica, studia la storia, la matematica e le scienza.

Quando torna in Italia il nonno le rivela tutti i segreti della vita della campagna.

Bianca, con la stessa passione di quanto impara in Francia, prende dimestichezza e impara i segreti della tradizione agricola.

Divenuta una giovane donna vive in Francia il periodo della Belle Epoque .

La sua cultura, intelligenza e il suo meraviglioso carattere la portano a conoscere le persone più significative del periodo nei campi dell’arte, della musica, dello spettacolo, della letteratura, della moda.

Allo stesso tempo durante i sui soggiorni nella casa materna coltiva i valori più sinceri.

Nel 1940, qualche giorno prima dell’invasione di Hitler della Francia, Bianca torna a Lonato e si stabilisce definitivamente nella casa di famiglia e inizia a gestire l’azienda agricola dei nonni.

Vi rimane fino alla sua morte che la raggiungerà nel 1953 all’età di 92 anni.

E’ in questi tredici anni di permanenza in quello che oggi è Eroma che Bianca scriverà le sue memorie ed appunti. Diario in cui si alternano ricordi ed esperienze vissute alla vita contadina di quegli ultimi anni.

IL MANIFESTO

di Eroma

Dalla lettura degli scritti di nonna Bianca abbiamo definito i valori di Eroma.

1. IL TEMPO

Crediamo nel tempo, quello che si pensa di non avere, quello in cui si ascolta il proprio ritmo interiore, semplicemente scandito date ore di luce e di buio e necessario al germoglio per diventare un fiore o indispensabile perché un seme diventi un frutto. Quel tempo che vive ancora in questi luoghi di tradizione e che possiamo fare nostro se lo sappiamo ascoltare.

2. LA NATURA

Crediamo nella natura, nella terra, nei frutti che ci regala, nell’immensità della sua saggezza millenaria. Siamo convinti che se ognuno non si ferma a rispettarla la sua forza prenderà il sopravvento. Rispettiamo il nostro ambiente e l’armonia di ogni cosa.

3. LA LIBERTA’

Crediamo nella libertà di passeggiare sull’erba a piedi nudi, di assaporare un frutto maturo, di esprimere un’emozione senza preoccuparci del giudizio, nella piena libertà di fare ogni cosa quando abbiamo voglia di farle.

4. LA QUALITA’

Crediamo nei prodotti di qualità, come quelli che vengono da noi coltivati nel nostro terreno. Crediamo anche nella qualità della vita, che si raggiunge quando il nostro corpo e la nostra anima sono allineati in un benessere totale, in una cosciente serenità

5. LA SEMPLICITA’

Crediamo nella semplicità e nella genuinità delle cose antiche, tradizioni spesso perdute, che in Eroma abbiamo voluto riscoprire e riportare alla loro originaria importanza, quella delle piccole cose, di saper guardare il mondo sempre con gli occhi di un bambino.

6. LE TRADIZIONI

Crediamo che sia importante valorizzare i cibi e i prodotti del nostro territorio con le ricette che si tramandano di madre in figlia seguendo le esigenze della gente. Ingredienti semplici, genuini cresciuti della nostra terra che diventano un gesto di amore.

7. L’AMORE

Crediamo nella passione per il nostro lavoro, per le cose semplici e genuine.

Crediamo nell’amore che governa ogni cosa e che, ritrovandosi in se stesso, riflette e diventa… Eroma.